Intervista di Lagalla su la Repubblica – Palermo

Lagalla: Lascio un assessorato in buone condizioni
31 Marzo 2022

Intervista di Lagalla su la Repubblica – Palermo

Intervista di Claudio Reale su la Repubblica – Palermo
Roberto Lagalla e la corsa a sindaco: “Gli altri candidati? Solo timide apparizioni”Intervista all’assessore regionale all’Istruzione: “A chiedermi di correre sono i palermitani. Se la coalizione mi scegliesse lascerei subito la giunta. Con Fdi si può ricucire. Decidano gli alleati se aprire a Italia viva”

Roberto Lagalla rompe gli indugi. Definendo “timide apparizioni” gli altri potenziali candidati e promettendo le dimissioni dalla giunta Musumeci quando la sua corsa a sindaco di Palermo sarà ufficializzata: “Adesso – dice però – bisogna lavorare all’unità della coalizione”.

Il centrodestra continua a non accordarsi sul candidato sindaco. Possiamo considerarla in campo?
“Il ritardo accumulato è almeno preoccupante e di fatto, ad oggi, nessuno è veramente in campo. Da parte mia, potrei considerarmi impegnato se dovessi raccogliere i tanti incoraggiamenti che registro nel quotidiano contatto con la città e con i palermitani. Tuttavia, ho sempre tenuto responsabilmente presenti le ragioni della politica, alle quali continuo a guardare con l’auspicio che il centrodestra, al governo della Regione possa autonomamente formulare una proposta funzionale alla risoluzione dei tanti problemi di Palermo”.

Ecco: quali sono le priorità per Palermo?
“Prima di tutto recuperare un rapporto empatico e di fiducia tra la città e l’amministrazione, facendo sì che i palermitani possano riconoscersi in un condiviso e sostenibile progetto di sviluppo e di governo della città, con ritrovato senso di appartenenza e di identità. Semplici regole di convivenza civile, valide per tutti, e percepibile miglioramento dei servizi per il cittadino: dai rifiuti alla mobilità, dall’efficacia dell’azione amministrativa alla dignità delle sepolture, dall’investimento produttivo del Pnrr al riequilibrio delle diseguaglianze sociali e dei ritardi educativi”.

Qual è il peggior difetto dell’amministrazione Orlando?
“Avere progressivamente tagliato il cordone ombelicale tra l’amministrazione e i cittadini che, ormai da tempo, si sentono abbandonati rispetto a problemi ed emergenze di primaria importanza”.

E il miglior pregio?
“L’importante eredità immateriale della prima stagione Orlando quando, rompendo schemi anchilosati, il sindaco fu capace di produrre un nuovo brand cittadino, alternativo alla stereotipata immagine di una Palermo ostaggio del malaffare e della mafia”.

Se si candidasse, quando lascerebbe la giunta regionale?
“Continuo a svolgere regolarmente il mio lavoro e mi porrei il problema solo in caso di candidatura. Valuto comunque inopportuna la coincidenza tra funzione assessoriale e campagna elettorale”.

Si è confrontato sull’argomento con il presidente della Regione Nello Musumeci?
“Più volte ho occasioni di dialogo con il presidente Musumeci del quale apprezzo l’insistente invito all’unità della coalizione”.

L’intesa passerà da un vertice nazionale. Se non ci fosse l’accordo con Fdi sarebbe disposto a correre anche da solo?
“È una domanda che anticipa la realtà dei fatti e che pertanto non può trovare ora una risposta. Mi auguro, anzi, che essa possa restare inevasa per effetto di una scelta condivisa che, senza protagonismi, guardi al paritario contributo di tutte le forze politiche di centrodestra e al superamento di momentanee incomprensioni”.

Le porte della coalizione possono essere aperte a Iv?
“Primum vivere, deinde philosophari. È dapprima necessario lavorare all’unità della coalizione, guardando in particolare ai compagni di viaggio che, nel tempo e ancora nel 2017, hanno contribuito all’affermazione elettorale del centrodestra in Sicilia, anche con il determinante apporto delle forze di ispirazione cattolica, popolare e autonomistica. Solo dopo, sarà il caso di valutare collegialmente ogni possibile apertura ad altre forze politiche, purché si siano dissociate dalla più recente gestione del Comune di Palermo”.

Se il candidato non fosse lei, chi sarebbe il migliore fra i nomi in campo?“Di fatto, al momento vedo solo timide apparizioni. In ogni caso mai potrei o vorrei mancare di rispetto verso chi, essendosi già autoproposto, ha di certo ogni buona intenzione dalla sua parte”. 

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