Lagalla: “Spero che il Gonzaga dia a Palermo un altro sindaco”

Lagalla a Balarm: “Ecco la mia rivoluzione per Palermo”
6 Maggio 2022
Lagalla: “Chiedo i voti per me. Cuffaro e Dell’Utri? Accuse da Medioevo”
9 Maggio 2022

Lagalla: “Spero che il Gonzaga dia a Palermo un altro sindaco”

Roberto Lagalla

Professore Lagalla, cosa può dare il Gonzaga alla città di Palermo? Un altro Sindaco!

Buonasera professore Lagalla, grazie per aver accettato il nostro invito a partecipare a questa intervista.

Buonasera e grazie a voi ragazzi per darmi questa possibilità di confrontarmi con voi studenti del Gonzaga.

Oggi siamo noi alunni ad interrogare lei, che è il professore.

E questo mi è molto utile: è la dimostrazione che il professore non deve mai smettere di studiare, per la cronaca “gli esami non finiscono mai…”.

Bene, cominciamo.

Ad oggi, per i nuovi votanti neo-diciottenni, quali sono le proposte per i giovani di cui lei si fa carico? Perché ad oggi noi giovani dovremmo votare Lagalla?
“Beh, se la risposta dovessi darla da “gonzaghino” a “gonzaghino”, direi perché è il senso di appartenenza che ci hanno consegnato i padri Gesuiti con un’educazione che si tramanda nei secoli: è assolutamente dominante. Se invece dovessi rivolgermi a tutti i giovani di Palermo, così come intendo fare, chiedo un voto per l’impegno che ho sempre cercato di mettere nella mia vita a favore dei giovani, del loro inserimento lavorativo, soprattutto nella fase in cui sono stato Rettore dell’Università e poi Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale, recuperando cinque punti di dispersione scolastica rispetto alla media nazionale, internazionalizzando molto il sistema dell’università e della ricerca, insomma, sostenendo tutte quelle opportunità che possano portarli domani a essere ottimi cittadini e valenti professionisti”.

A livello più personale: lei è un ex alunno di questo istituto, cosa le ha lasciato l’esperienza in questa scuola? E come ha inciso nella sua vita e nel suo impegno civico e politico?
“Devo dire che, se oggi tornassi a nascere, l’unica scelta della quale sarei certo è quella di ripetere l’esperienza educativa che ho vissuto nelle aule, nei viali e nei campi sportivi del Gonzaga. E non per un fatto identitario, ma per un messaggio educativo-pedagogico che mi è servito per la vita, cioè quello di impegnarsi fino in fondo utilizzando i talenti che il Signore ha dato a ciascuno di noi per metterli a servizio della comunità. Credo che tutti i ruoli istituzionali servano per testimoniare impegno, fede, ottimismo per un futuro che dobbiamo costruire insieme”.

La spaccatura del centrodestra, nata col fenomeno “Cascio”, quali conseguenze porta a livello territoriale e nazionale?
“Certamente all’interno del centrodestra è presente una riflessione su questa che evidentemente appare come una separazione, e che in realtà è più dovuta alla inferenza delle scelte per le prossime elezioni regionali che non sulle tematiche proprie della città. È il motivo per il quale ho avviato già da tempo, in solitaria e dimettendomi da Assessore, il percorso per la città di Palermo, perché ritenevo che la città di Palermo e i palermitani non meritassero di rimanere ingolfati nel dedalo di prospettive elettorali diverse slegate dai problemi della città. Per il resto, siamo tutti all’interno del perimetro del centrodestra, impegnati a trovare momenti di confronto, ma anche di raccordo. Confido che questa strada possa avere uno sbocco verso una candidatura unitaria”.

All’arrivo presso il suo ufficio mi è saltato subito all’occhio un regalo del suo nipotino Roberto Jr., una statuetta di Spiderman, il celebre supereroe della Marvel. Per fare una battuta, anche candidarsi alla guida della città di Palermo è una scelta da supereroe… Pertanto da dove nasce la sua candidatura? Cosa la spinge a volere gestire una dimensione amministrativa così complessa, come la città di Palermo?
“Nasce fondamentalmente da due parti: da una parte la mia età anagrafica, non più giovanile (come vedi sono col mio nipotino Roberto in braccio, gonzaghino anche lui), che mi consente di mettermi liberamente in gioco. Dall’altra l’educazione dei padri gesuiti, i quali mi hanno sempre insegnato che occorre mettersi alla prova, occorre sfidarsi mettendo a disposizione spirito di servizio e talenti maturati in un’esperienza lunga quale quella che io ho percorso, trovandomi a gestire situazioni complesse. Credo che non si possano sempre e comunque criticare agli altri se non ci si mette alla prova. E allora io sto sfidando me stesso, credo per l’ultima e forse più importante prova della mia vita professionale, che è quella di poter recare se ci riuscirò con l’aiuto di tutti, un conforto e un miglioramento ulteriore a questa città. Lo faccio quasi in continuità di un impegno, perché anche il sindaco Orlando è un ex allievo dei gesuiti e credo che gli vada riconosciuto il merito di avere sdoganato questa città da cliché superati e penalizzanti, anche se la sua ultima fase di governo (stava per scapparmi di regno) è stata caratterizzata da alcune importanti distrazioni amministrative, soprattutto sul versante della gestione della città e del conseguente deterioramento del rapporto tra la casa comunale e le case dei palermitani”.

La candidatura è un impegno importante, ci vuole coraggio perché significa farsi carico di numerosi problemi e risolverli.
“Io credo che nella vita fidarsi sia una delle condizioni che ci avvicina alla verità, nel senso che maturare l’esperienza, approfondire i percorsi di vita ma anche di fede e misurarsi con questi è certamente qualcosa che ci mette nelle condizioni di poter svolgere un servizio. Mi piace ricordare quello che diceva Papa Paolo VI, che la politica è la più alta forma di carità cristiana”.

Papa Francesco con la sua enciclica “Laudato Si” ha dato le idee primordiali per un mondo all’insegna dell’ecologia, cosa prevede il suo programma e cosa possiamo fare noi cittadini per rendere Palermo una città ecologica?
“Il mio programma è articolato in dieci punti che abbiamo chiamato 10 rivoluzioni per Palermo e ovviamente il rispetto dell’ambiente è trasversale a tutti questi punti, pur essendo particolarmente trattato in alcuni di essi. Il rispetto per l’ambiente è sostanzialmente rispetto per noi stessi, significa creare le migliori condizioni di vivibilità comune, mantenere e garantire la biodiversità e prevenire e limitare gli abusi di tutti i tipi, a cominciare dall’ordine da dare alla raccolta differenziata, oltre ad utilizzare in modo razionale i mezzi a carburanti innovativi e piani traffico assolutamente intermodali tali da consentire una diminuzione della congestione veicolare. Dobbiamo salvare l’umanità attraverso la tutela dell’ambiente. Questo è anche il messaggio dell’enciclica papale “Laudato Si”.

Se verrà eletto darà spazio ai privati in tutti i servizi gestititi finora dal comune (raccolta dei rifiuti, illuminazione pubblica, ecc…)? Quale è il suo pensiero? A tal proposito come fare decollare la raccolta differenziata, quali gli accorgimenti da prendere?
“Hai toccato dei punti di estrema importanza. Io credo che il sindaco Orlando, del quale come ripeto ho massima stima, abbia avuto una sorta di condizionamento ideologico rispetto alla parola “privatizzazione”. Io sono per avviare dei processi graduali di compartecipazione pubblico-privato, ma anche per un forte impulso da dare sul piano delle realizzazioni edilizie, ai programmi di project financing, sul piano della utilizzazione delle risorse e anche prevedere la destinazione di una quota di queste all’associazionismo e al volontariato. Perché sono assolutamente convinto che l’output in termini di efficacia, che deriva da un investimento di 10 euro dati al terzo settore, moltiplica enormemente questo stesso valore economico dell’accordo”.

Pietas per i defunti… Come risolvere in tempi rapidi il problema delle salme accatastate al cimitero dei Rotoli? La pandemia ha fatto risaltare sicuramente questa problematica, ma adesso che la malattia sembra pian piano regredire e i decessi sono di gran numero diminuiti, perché la situazione cimiteriale permane disastrosa?
“È chiaro che l’emergenza è una cosa e la gestione dell’ordinario è un’altra. La gestione dell’ordinario deve essere fatta con efficienza, efficacia e tempestività. D’altra parte credo che la dignità della vita e la dignità della morte siano da mettere assolutamente sullo stesso piano. Ecco perché sono convinto che vi sia stata molta incuria nel non programmare un efficace ampliamento delle superfici cimiteriali. Si è parlato per tanto tempo di un nuovo cimitero che non è stato fatto, di un allargamento eventuale del cimitero di Santa Maria di Gesù che non si è realizzato. Ma soprattutto, debbo dire, presso il cimitero comunale dei Rotoli non è stata regolarmente eseguita la tumulazione delle salme e dopo vent’anni questo evidentemente ha congestionato il deposito delle salme e non ha consentito l’accesso di quelle sopravvenute. È però intollerabile che oltre mille bare giacciano sepolte nei magazzini esposte alle intemperie e all’incuria con una collocazione così provvisoria e così estemporanea. Sono arrivati adesso 2 milioni dal governo nazionale per aiutare questa emergenza. So che l’amministrazione comunale ha avviato un percorso straordinario. Dovremo passare dalla fase della straordinarietà a quella dell’ordinarietà, garantendo un’azione concreta per restituire dignità alla sepoltura e onore ai morti”.

Ha già espresso il suo parere sugli errori, soprattutto nell’ultima legislatura da parte del Sindaco uscente Orlando…

“Nobody is perfect, dicono gli inglesi. Ma di certo, facendo riferimento al periodo storico della “Primavera di Palermo”, a Leoluca Orlando vanno riconosciuti dei meriti come l’impegno a sostegno della legalità e delle politiche antimafia. Vorrei dire soprattutto che va riconosciuto a Orlando questo merito: aver operato una vera e propria discontinuità, una cesura tra un modello che appariva ormai profondamente inquinato e una gestione che ha dato alla città un respiro più profondo e più lungo. Non solo lo sdoganamento della città dall’alea plumbea della mafia e dalla malavita organizzata, anche altre cose vanno riconosciute all’epoca Orlando: Palermo città italiana della cultura e l’itinerario Arabo-normanno, il miglioramento del traffico passeggeri presso l’aeroporto di Punta Raisi. È, a mio avviso, la storia che, dopo anni, depura dei fatti della cronaca e restituisce un giudizio più equo e più bilanciato. Ecco, io non sono tra coloro che attaccano Orlando per strumentalizzazione politica. Riconosco di Orlando i meriti personali e culturali, certamente però dico che forse è stato troppo tempo in una poltrona particolarmente difficile e rischiosa, e quando ci si ferma troppo in una funzione così delicata e così gravosa, è inevitabile che si finisca col perdere attenzione personale e attenzione civile”.

In questa sua risposta si evince la differenza tra un moderato come lei, e chi invece è abituato a strumentalizzare la politica per mezzo di toni estremisti.

“C’è un famoso detto gesuitico che recita: “pugno di ferro in guanto di velluto”.

Di recente, Davide Faraone ha rilasciato un’intervista nella quale aveva dichiarato di ritirarsi dalla corsa a sindaco per appoggiarla politicamente, oltre a ciò ha affermato testualmente: “numero di candidati imbarazzante, per offrire più candidature che soluzioni ai problemi”. Secondo lei, a quale motivo è dovuto questo fenomeno?
“Secondo me si giustifica intanto con uno sprigionamento prevedibile di energie, dopo 40 anni in cui in questa città ci sono stati soltanto due sindaci, Orlando e Cammarata, un fatto contingente quindi. Poi c’è il pensiero liquido della politica, che Bauman ha teorizzato nella sua filosofia, per cui i partiti non sono più dei corpi intermedi di rappresentanza in condizione di imporre posizioni e situazioni, imporre, ovviamente, sempre attraverso una scelta che dovrebbe avere alla base il discernimento, che ci viene insegnato dai padri gesuiti. Oggi è saltato il filtro del discernimento, la politica si è personalizzata, vorrei dire si è “atomizzata”, ciò ha fatto impazzire il sistema. Ecco, oggi è necessario uno sforzo della politica per riportare una sintesi identificabile sul piano dei valori e dei riferimenti ideali: le candidature”.

Alla fine di questa consiliatura c’è stata la forte possibilità del dissesto finanziario per il nostro Comune, a causa di una mozione spinta da una parte delle opposizioni, lei ai tempi dichiarò che il default fosse una misura assai pericolosa, perché?
“Io reputo il dissesto molto penalizzante per il Comune perché ingessa la capacità operativa del Comune stesso e pone un carico sempre sugli stessi cittadini. Peraltro, essendoci una forte evasione fiscale il costo di questa operazione sarebbe stato molto più gravoso per il patto di riequilibrio concordato con lo Stato”.

Il Gonzaga cosa può dare alla città di Palermo e cosa la città di Palermo può dare al Gonzaga? Su cosa si può basare questo scambio reciproco?”
“Scaramanticamente mi auguro che il Gonzaga possa dare a questa città un altro sindaco (made in Gonzaga). Detto questo, credo che già nella mia recente funzione di assessore regionale all’Istruzione e formazione ho inteso affermare con più provvedimenti e con molteplici azioni e con risorse adeguate il ruolo paritario della scuola cattolica e della scuola paritaria nel sistema generale di istruzione. Il Gonzaga deve continuare a svolgere una funzione dell’interesse pubblico, che è quello di costruire e di formare la classe dirigente secondo il modello e i principi ignaziani che io ho cercato, per quello che mi è stato possibile e per quello di cui sono stato capace, di incarnare nella mia vita professionale prima, e istituzionale dopo. Ecco, credo che il Gonzaga può fare molto per la città; mantenere alta con l’aiuto delle istituzioni un’offerta formativa che è unica nel pensiero educativo ed è unica nella capacità di tradurre questo pensiero in prassi professionale e in prassi d’azione”.

Professore è stato un piacere, la ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e per avere risposto alle domande che le abbiamo posto in modo lineare ed esaustivo. In bocca a lupo per la campagna elettorale e speriamo di rivederci presto.
“Io ringrazio voi per avermi ascoltato. Quello che mi piace di voi, da professore, è che ho letto nelle vostre domande la continuità di un percorso educativo, che mi ha formato e che mi ha accompagnato per tutta la vita. E credo che questo sia davvero molto importante. Dio vi aiuti e vi porti fortuna. A presto”.
https://ilgonzaga2punto0.wordpress.com/2022/05/05/il-candidato-si-presenta-roberto-lagalla/

Comments are closed.

Privacy Policy Cookie Policy